Sabato 25 a Gulfstream in Florida si disputa il meeting della Pegasus Cup, uno dei più importanti per il galoppo americano. In pista due fantini italiani: Antonio Fresu e Lanfranco (Frankie) Dettori. Ma la colonia di fantini italiani negli States è nutrita e sta facendo molto bene. A Gulfstream ci sarà anche Umberto Rispoli che sarà impegnato in altre corse del convegno e in più c’è chi ha fatto da apripista, ovvero Luca Panici che negli Usa vive e lavora ormai da più di qualche anno.
Antonio Fresu sta vivendo un ottimo momento. Qualche giorno fa a Santa Anita in California dove l’attività è ripresa dopo la sospensione dovuta agli incendi che hanno flagellato la zona, ha ottenuto un bel triplo di vittorie. A maggio saranno due anni da quando il fantino di Ozieri ha scelto di stabilirsi negli Stati Uniti.
“Devo dire che ho voluto fortemente questa esperienza e oggi posso dire che avevo ragione. Da quando sono qui le cose vanno abbastanza bene. Quando guardo gli Usa dall’esterno sei affascinato dall’idea del “sogno americano” e devo dire che tutto sommato ciò risponde alla realtà nel senso che è un paese che offre delle opportunità a tutti è chiaro che poi sta al singolo riuscire a cogliere al meglio le occasioni.”
Non si può dire che Antonio Fresu non vi sia riuscito… C’è anche il discorso di sapersi adattare alla tipologia di corsa americana che è profondamente diversa da quella europea…
“E’ vero: qui si corre guardando molto il cronometro, le frazioni. Del resto si tratta di piste ovali, scorrevoli per cui si va molto veloci soprattutto nella frazione iniziale. La partenza è forse il momento più importante della corsa; tutti fanno partenza, devi riuscire ad acquisire una buona posizione, poi la corsa può diventare anche un po’ tattica, ma ci sono davvero poche pause. Ci son stati in passato molti fantini che dall’Europa op da altre parti sono venuti qui in vista di corse importanti, ma hanno preferito arrivare due o tre mesi prima per capire a fondo il modo di correre…”
Sabato la Pegasus… Che chance pensi di avere?
“Monto Stronghold, un cavallo che mi ha dato tante soddisfazioni lo scorso anno. Abbiamo vinto il Santa Anita Derby (gr. 1) e abbiamo partecipato al Kentucky derby, siamop reduci da due secondi posti in gruppo 1. Insomma sebbene la sua quota attuale sia attorno al 10 contro 1 penso di potermela giocare visto che torna sui 1800 metri che è una distanza che gli è congeniale. Non sarà comunque facile anche perché questa è una corsa terribile con molti dei migliori cavalli degli Stati Uniti e tutti con le loro chances.”
Andrai poi in Arabia Saudita?
“Non lo so ancora, al momento non ho ingaggi definiti.”
Sarai in corsa contr Frankie Dettori e poi ci saranno altri fantini italiani, insomma ci facciamo rispettare…
“Diciamo che difendiamo bene le nostre opportunità e siamo piuttosto stimati, ma al di la di tutto mi fa immensamente piacere poter difendere in questi contesti la bandiera italiana e, consentimelo, anche quella sarda. Sono nato e cresciuto vicino all’ippodromo di Chilivani e appena posso, come nello scorso settembre, un salto a trovare i miei amici mi piace farlo. Anche perchè posso fare uno strappetto alla regola e mangiare del buon cibo… Ecco su quello non siamo davvero secondi a nessuno, ma di tante lunghezze…”