CATIA BROZZI, LA MIA VITA IN FUNZIONE DEL BENESSERE DEL CAVALLO

14 Febbraio 2025

<Da piccola preferivo giocare con i cavalli che con le barbie e da grande ho lasciato il lavoro in
banca per stare a contatto con loro. I cavalli ti scombinano i piani perché sono magici>.

Catia Brozzi è una bella donna, imprenditrice perugina, che pone molta attenzione a tutte le
problematiche relative al benessere dei cavalli, e soprattutto per il loro trasporto. Non è figlia
d’arte ma è riuscita a trovare lo stesso un suo spazio nell’ippica. E’ una realtà riconosciuta, l’azienda che rappresenta in collaborazione con altre 20 imprese che fanno rete, dal Ministero al fine di garantire il benessere degli equini.

Catia, il tuo impegno è molto forte nel settore: quando nasce?

Il mio primo stipendio l’ho utilizzato per comprare la mia prima cavalla che ha vissuto fino a 38 anni e da lì la frequentazione dei maneggi, il salto ad ostacoli. Dal 2005 ho iniziato ad occuparmi del trasporto dei cavalli. Ci contattano per cavalli provenienti dalla compravendita, dal trasporto da una scuderia all’altra, concorsi ippici. Seguo il Polo Europeo. Collaboro con associazioni come Italian Horse Protection che si occupano di salvataggi. L’ultimo è stato il recupero del cavallo Gandalf dove il trasporto lo abbiamo offerto noi. Con grande orgoglio ed emozione mi sono occupata del trasporto di Varenne nei suoi vari spostamenti quando era l’ospite d’onore negli ippodromi nei giorni di Gran Premio. E poi sono stata la sua madrina a Montegiorgio nel 2012, davanti a 15.000 spettatori. Emozione allo stato puro.

Ma fate anche informazione?

Organizziamo dei corsi ministeriali dove vengono insegnate le regole principali per saper trattare al meglio il trasporto. La sensibilità però non la insegna nessuno. Il cavallo è una preda, va subito in panico, e quindi bisogna essere capaci di tranquillizzarlo. A proposito di informazione, da pochi giorni ho iniziato un progetto radiofonico intitolato “A briglie sciolte” dove cerco di far conoscere ai neofiti, attraverso le interviste agli addetti ai lavori, cosa c’è dietro una corsa dei cavalli che è solo la punta dell’iceberg di un lavoro fatto di sacrifici e sogni.

Quali sono le regole principali?

L’estate si viaggia di notte e in inverno di giorno. I cavalli non devono superare le nove ore di viaggio, la distanza del tempo tra un pasto e l’altro e la temperatura sul camion non deve essere inferiore a 5° e non superiore ai 30°. I puledri possono stare anche in quattro sopra il camion, mentre gli adulti essendo ingombranti non più di uno alla volta.

Hai accennato alla collaborazione con il Ministero.

Conosco il Dott. Corinto che è una persona molto attenta al benessere del cavallo e anche
scrupolosa. Non conosco le altre figure della Direzione Generale ma so che si stanno impegnando molto. Il mondo dell’ippica deve imparare a fare impresa, assumersi il rischio e non sperare sempre nelle sovvenzioni statali dove i tempi sono biblici. Bisognerebbe imitare la Francia.

I cavalli cosa sono per te?

Ai cavalli devo tutto, mi hanno tenuto in vita dopo la morte dei miei genitori.

Hai anche una scuderia oltre all’azienda?

Ho circa 20 cavalli, 2 puledri con le fattrici e 12-13 salvati. Ho mio figlio che mi supporta. Sono abilitata ASI e ospitiamo bambini, ragazzi con delle disabilità che si appassionano in maniera sorprendente e magica quando entrano in contatto con questi esseri speciali.

Che cosa ti emoziona quando entri in un ippodromo?

Amo la bellezza da tutti i punti di vista. Sono sempre stata attratta dall’eleganza che era una cifra fondamentale in occasione dei Gran Premi. Mi dispiace molto che si sono perse certe tradizioni come il dress code che era richiesto. Non c’è Derby senza portare un cappello importante.

E cosa ti fa stare bene?

Mi sento soddisfatta quando faccio qualcosa di bello, quando mi sento utile, per me la
beneficenza è un punto fermo della mia vita. Ma sono riconoscente verso questi animali “umani” a mio parere, perché riempiono i miei giorni, mi mettono in contatto con le mie paure più recondite, le gioie e davanti a loro non puoi fingere, li deluderesti.

Condividi su: