CAVALLO DA SELLA ITALIANO, TRADIZIONE COSTANTE NEL TEMPO

13 Febbraio 2025

Il settore del Cavallo da Sella inerente soprattutto alla sfera di interesse del Masaf è sicuramente vitale come dimostrano i dati sui prodotti nati che, nel 2024, sono stati 1951 ovvero quasi lo stesso numero lasciato registrare dagli allevatori di cavalli da corsa al trotto. Una tradizione comunque costante nel tempo e che fornisce un parco cavalli numericamente importante all’attività agonistica se si pensa che sono stati in tutto 2483 i cavalli che hanno partecipato ai vari circuiti Masaf nel corso dell’anno che si è appena concluso e che hanno prodotto anche dei risultati in campo internazionale, come quello lasciato registrare della cavalla Zuly BHB ai mondiali dei giovani cavalli (FEI WBFSH che si sono svolti in Belgio, a Lanaken, dal 17 al 22 settembre scorso). La cavalla, allevata da Ilenia Baesso, e sapientemente montata dal Cavaliere Diego Pagano del Girasole Team, ha infatti conquistato l’argento nella categoria dei 5 anni. Si tratta di un binomio tutto italiano che ha regalato all’allevamento del sella un risultato di prestigio, a memoria mai ottenuto in precedenza.

A completare il discorso relativo all’importanza del movimento non può non essere riportato il numero degli equidi iscritti nei vari libri genealogici che è pari a 28.689. Tra questi contiamo razze diverse e particolari nel rispetto della Biodiversità la cui tutela, promozione e valorizzazione è uno dei principali obiettivi del Ministero. E questo per molteplici ragioni. Prima tra tutte la preservazione di un patrimonio genetico, che è espressione di una selezione naturale ed ha quindi in se un valore intrinseco dal punto di vista biologico.

Tra l’altro l’Italia, rispetto a molti altri paesi europei, conserva ancora un numero notevole di razze autoctone in alcuni casi con dei numeri bassi ma ancora importante per la prosecuzione della razza con progetti specifici, molte delle quali riconosciute e protette dalla FAO, e questo è uno stimolo in più per portare avanti anche questo tipo di attività.

Tuttavia l’attività Ministeriale in tema di cavallo da sella non si esaurisce certo in questi passaggi. Un aspetto sicuramente interessante e di primaria importanza è quello della garanzia del rispetto del benessere dei puledri che partecipano proprio al circuito allevatoriale organizzato dal Masaf, ma anche a quelli di altre discipline. Un rispetto che viene attuato ad esempio attraverso i controlli antidoping e il rispetto delle norme a tutela dei cavalli, sia durante lo svolgimento delle gare sia presso gli allevamenti e centri di addestramento. Non solo prevenzione e lotta al doping ovviamente, ma anche l’attenzione a una corretta crescita agonistica e tecnica dei cavalli e a una tutela tendente ad evitare traumi dovuti a un’attività agonistica esagerata. Il trauma fisico in un cavallo giovane può ripercuotersi anche sull’aspetto mentale e quindi è necessario porre in essere tutte le strategie e le tutele atte a far si che il cavallo arrivi all’età adulta con un buon equilibrio mentale. Come per i bambini, le fasi di formazione determinano quello che sarà l’atteggiamento mentale futuro di quel puledro. Un puledro senza traumi è garanzia per il cavaliere che lo monterà quando diventerà adulto. La tutela del puledro rappresenta di conseguenza la tutela del cavaliere.

Da questo dipende anche l’affezione del pubblico che può diminuire qualora venga riscontrata proprio un mancanza di rispetto verso l’animale; tutelando animali e persone, facciamo un investimento per garantire anche nel futuro le discipline equestri. Inoltre nel mirino dell’attività del Masaf c’è anche l’attività dei cavalli a fine carriera. L’obiettivo è quello di riuscire sempre più, in futuro, a garantire una seconda vita ai cavalli atleti. Possono essere utilizzati in vari campi, non ultimo quello dell’addestramento/scoperta dei giovanissimi che possono imparare a interagire con rispetto e in modo corretto con il cavallo da terra per poi pian piano acquisire dimestichezza in sella. Allo scopo sono in corso interlocuzioni, in qualche caso già bene avviate, con Fise, Fitetrec-Ante, Asi e altri enti di promozione sportiva.

Con tali premesse appare più che necessaria la scelta di riprendere un tavolo tecnico di lavoro e confronto. Ferma, nel merito la volontà della Direzione Generale di riprendere quindi un processo di evoluzione e di ammodernamento delle varie norme che riguardano il cavallo da sella italiano soprattutto in quella che è la parte relativa alla riproduzione e alla selezione. Necessario allo scopo, riannodare un discorso che si era arenato quindi diversi mesi addietro e riaprire un confronto che sta molto a cuore ai rappresentanti delle associazioni del sella italiano

Si è tenuto quindi tenuto Mercoledì 5 febbraio un importante tavolo tecnico convocato dal dirigente DIPP III cui hanno partecipato i rappresentanti della Commissione Tecnica Centrale del cavallo da sella.

Nel corso del confronto si è parlato molto di riproduzione e di rilancio del processo selettivo della razza e, allo scopo, sono state enunciate le prime proposte da mettere sul tavolo per arrivare poi a una nuova esaustiva definizione della materia. L’obiettivo è quello di rendere concreta una proposta in forma di progetto.

Negli intenti dei partecipanti al “tavolo” tale nuovo progetto di selezione andrebbe ad implementare quello introdotto nel 2019 che si basava sulle qualità genetiche e sui risultati sportivi senza però analizzare con prove in stazione i soggetti. L’introduzione di questo sistema di selezione andrebbe a parificare la selezione dei riproduttori del Sella Italiano agli standards dei maggiori Libri Genealogici europei e permetterebbe la diffusione dei riproduttori italiani anche nel mercato europeo dando lustro all’allevamento italiano oltre che creare nuove opportunità commerciali.

Ciò che è emerso è che serve un concreto piano di selezione tutto ‘Made in Italy’, prendere ad esempio anche l’estero tipo il Belgio che negli ultimi 10/15 anni ha fatto un salto di qualità importante già preso ad esempio da molti in Europa, atto a valorizzare i migliori stalloni del Sella Italiano da avviare alla riproduzione in modo da consolidare l’indubbio progresso genetico realizzato negli ultimi tempi.

Tra le diverse proposte presentate e che saranno oggetto di sintesi nelle prossime ravvicinate riunioni da segnalare:

– la necessità di programmazione degli eventi di Libro Genealogico con grande anticipo in modo da poterli organizzare al meglio, anche aumentando la già fattiva collaborazione tra Libro Genealogico e l’associazione allevatori;

– la richiesta di organizzare la partecipazione del Libro Genealogico del Sella Italiano agli eventi allevatoriali internazionali in modo da diffondere la conoscenza a livello europeo dello stesso e dei suoi prodotti creando quindi anche un loro marketing internazionale.

Al di la delle varie tematiche da segnalare la grande soddisfazione espressa da tutti i partecipanti per la partecipazione a un incontro nel quale si sono indubbiamente costruite le basi per fare in modo che questo progetto possa realizzarsi già a partire dai puledri nati nell’anno 2023.

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