Il personaggio non è di quelli facili: appassionato, rissoso, irascibile, ma intellettualmente onesto. Odiato, contestato, stimato, insomma uno che per sua natura è destinato a suscitare opinioni e pareri diversi. Di Roberto Faticoni da anni, ormai, segretario del Siag (Sindacato Italiano Allenatori Guidatori) si può dire tutto meno che non sia comunque amante del cavallo e della sua professione. Negli ultimi tempi è salito alla ribalta anche per le polemiche dimissioni dalla Consulta Ippica. Una mossa a sorpresa anche perché spesso qualcuno lo ha identificato come “filo-governativo”…
“Ma no, mi ritengo solamente coerente. Ho riconosciuto il buon lavoro fatto dalle istituzioni, partendo dal Ministro, passando per il Sottosegretario e il Direttore. Hanno cominciato il loro percorso con un’eredità pesante, un buco di oltre 40 milioni che in qualche maniera sta progressivamente riducendosi però quando a ottobre ho sentito che il montepremi sarebbe sceso e che i pagamenti si sarebbero fermato a luglio ho sentito il bisogno nel mio piccolo di dare un segnale di protesta, uno scossone, e quindi ho rassegnato le dimissioni. Non è mica una cosa comune che uno abbandoni una poltrona… La consulta era un’unione di intenti se mi dici che è rosso e poi mi porti nero non va bene…”
Poi però le cose sono andate diversamente, niente tagli e anzi, qualcosa in più… Le prospettive sembrano diverse…
“E’ vero, ma vorrei precisare, io non ce l’ho con nessuno in particolare… ho protestato contro la politica dopo che alcune cose che erano state annunciate non si sono verificate. Non so se sia servito o meno. Comunque ora è diverso: per i premi si è pagato il 75% di agosto speriamo che ora alla ripresa dei lavori dell’Ucb ci sia un salto di qualità nel recupero e i provvedimenti presenti in Finanziaria dovrebbero consentirci di arrivare ancora più avanti nel 2025 di non fermarci con i pagamenti all’estate per intenderci. Quegli otto milioni di tagli annunciati (uno al montepremi e sette agli ippodromi) sono tornati indietro. Alla fine ci hanno guadagnato (o comunque non ci hanno rimesso) anche gli ippodromi. Detto questo però è giusto che la classificazione che è stata fatta e che ha ispirato il calendario sia applicata anche per le sovvenzioni. Non farlo sarebbe una specie di fallimento politico.”
Insomma sei “pro o contro”?
“Nessuno dei due: riconosco che da quando è stata istituita la nuova Direzione Generale è stato fatto tanto lavoro. C’è dialogo con le categorie; la riforma delle scommesse è stata lanciata. Si è provveduto a cercare di porre rimedio all’anomalia del prelievo sul Preu con la norma riguardante quello sulle virtuali. Adesso aspettiamo anche le altre modifiche sulle scommesse e il nuovo “collegato” nel quale dovrebbe essere predisposto il progetto di istituzione dell’Agenzia. C’è stata la riduzione dell’Iva sui puledri, altro elemento interessante. L’altro giorno è poi arrivata la notizia della nomina di Tamara Papiccio che conosco bene dai tempi di Tor di Valle, alla Vicepresidenza dell’Uet, un altro bel risultato. Insomma va detto che forse è stato fatto molto di più in questi ultimi 18 mesi che non in tanti anni precedenti, ma questo non significa che non si sia sempre sul chi vive pronti a far sentire la nostra voce, se serve, per porre rimedio alle altre problematiche ancora in piedi.”
Nelle ultime settimane la vostra categoria è finita nell’occhio del ciclone anche per qualche squalifica eccellente…
“C’è stato sicuramente un aumento dell’attenzione sul fronte del doping così come ora c’è un maggior controllo sul fronte delle scommesse nel segno della trasparenza che dovrebbe sempre e comunque contraddistinguere il settore. E’ giusto e non dobbiamo scandalizzarci. Però ancora non sono state accertate responsabilità e colpevolezze effettive per cui, fino a prova contraria, esiste la presunzione di innocenza. E’ evidente che se ci sono dei colpevoli dovranno essere applicate le sanzioni previste. Così come è giusto a mio parere che per fatti gravi e in coincidenza con la discussione ravvicinata dei vari giudizi, non vengano concesse sospensive e lo dice uno che in passato non ne ha mai chiesta una.”
Diversi ippodromi sono in difficoltà…
“Intanto mi auguro, e mi sembra sia così, che la situazione di Roma Capannelle si risolva definitivamente al più presto, così come quella di Palermo perchè è un impianto troppo importante per l’ippica siciliana. Io sostengo che nessun ippodromo deve chiudere. Ogni chiusura rappresenta una sconfitta per tutto il settore. Però è evidente che ciascuno deve avere il suo ruolo ben definito e operare al meglio per quel che è la sua collocazione. Noi come associazione siamo sempre vigili su tutto, sempre sul pezzo. Abbiamo fatto dei passi avanti dal punto di vista istituzionale. Ora sta anche a noi ippici non fare passi indietro…”