Nelle ultime settimane, complice la disputa delle corse più importante del meeting ci sono stati alcuni provvedimenti da parte delle giurie sull’uso della frusta che hanno fatto discutere. E’ noto il caso di Sebastian Ernault, il driver e allenatore di Josh Power, (secondo nel prix d’Amerique) che per aver dato cinque colpi di frusta nel lungo rettilineo di Vincennes è stato multato di 2.250 euro e appiedato per quindici giorni con il risultato di non poter essere alla guida del suo allievo nel prix de France (sarà interpretato da David Thomainj). In Francia, infatti, contrariamente a quanto accade da nopi non c’è ovvero Eric Raffin e Alan Gendrotderoga per la guida in un gruppo 1 quando l’appiedamento supera le 8 giornate.
Ma anche al montato nel Prix de Cornulier ci sono state vittime illustri ovvero Eric Raffin e Alain Gendrot. Anche per loro multa severa (1.575 euro) e appiedamento dal 1° al 13 febbraio. In francia il regolamento prevede che: “la frusta può essere utilizzata esclusivamente: per dare un segnale (un movimento del polso, senza movimento della spalla o del gomito) al cavallo, o per dirigere il cavallo in una situazione in cui la sicurezza delle persone e dei cavalli è minacciata”. Ovvero nè più nè meno di quanto viene ammesso nelle corse italiane. Il problema nasce relativamente alle recidive. Se infatti l’infrazione viene commessa più volte nell’arco di 60 giorni la pena aumenta e addirittura alla quinta infrazione si va in deferimento dai Commissari Sportivi della SETF. Inoltre, in caso di infrazione durante una corsa di Gruppo I o II, viene aggiunta una squalifica di due giorni (quattro giorni per apprendisti e artieri), aumentata a otto giorni (dieci per gli artieri) per il Prix d’Amérique e il Prix de Cornulier.
Ora così come è accaduto da noi c’è chi si chiede se le pene non siano troppo severe, ma ormai l’orientamento degli organi disciplinari europei appare ben chiaro e univoco così come ha spiegato anche Bruno Muel, presidente della commissione disciplinare della SETF: “Abbiamo il dovere di dare l’esempio ai giovani che imparano il mestiere e osservano i professionisti. Il regolamento è molto chiaro e uguale per tutti, sia a Parigi che in provincia. In un momento in cui i social media regnano sovrani, è anche importante capire che la SETF ha il dovere di presentare gare che trasmettano un’immagine positiva del nostro sport, da qui il raddoppio delle penalità nel Gruppo 1, che riceve la maggiore attenzione mediatica. Sono un appassionato di rugby e quando un giocatore riceve un cartellino rosso, abbassa la testa e va negli spogliatoi, sapendo che dovrà affrontare una squalifica di più partite”.
Da questo punto di vista un plauso e un riconoscimento per la capacità di recepire le nuove regole va dato ai professionisti italiani che hanno saputo adeguarsi piuttosto celermente alla nuova “filosofia di guida”.
