IL DOPO AMERIQUE DI ANTONIO SOMMA

27 Gennaio 2025

Weekend francese dai colori accesi e dalle grandi sfide. Quarantamila spettatori hanno fatto da cornice ad uno spettacolo unico al mondo. Vince l’Amerique Legend Race, per il secondo anno consecutivo, Idao de Tillard, guidato dal ventisettenne Clement Duvaldestin che prende di forza l’edizione numero 104. Figura di primo piano della due giorni parigina, Antonio Somma, proprietario istrionico di Frank Gio e Golden Gio, beniamini della scuderia Bivans, che hanno infiammato con le loro vittorie il pubblico italiano accorso al classico appuntamento di fine gennaio nella fredda Parigi. Lo abbiamo contattato per farci un suo report sull’aspetto sportivo e per avere delucidazioni sul guanto di sfida lanciato ad Allaire, proprietario del fenomenale Ginostrabliggi.

Antonio, che Prix D’Amerique è stato?

E’ stato emozionante, in cui sono emersi i cavalli più attesi, tranne il secondo Just Love You. A Go on Boy, terzo, gli è venuta peggio rispetto a Idao de Tillard che ha corso coperto in terza pariglia e ai 600 mt finali è venuta fuori la classe dell’allievo di Duvaldestin.

Nell’ultima intervista che mi ha rilasciato, ha dichiarato che Frank Gio sarà un protagonista al prossimo Amerique. Dopo la vittoria di sabato nel Gp Prix Ourasi Gr.1, è sempre più convinto?

Me lo ha confermato Sebastien Guarato. Il cavallo tra un anno avrà ancora più esperienza e poi ha i mezzi, potenza, duttilità e qualità di un campione da Prix D’ Amerique.

Golden Gio, si è imposto nel Prix Paul Viel, Gr. 2 con scioltezza per la prima volta sui 2.700. Che cavallo è?

Ovviamente non ha l’esperienza e la duttilità di Frank Gio, ma ha un ottimo motore e tanta testa. Sarà un grande cavallo.

Garibaldi ha unito l’Italia, lei l’ha divisa in pochi minuti con il guanto di sfida. Ma come le è venuto in mente di scommettere 500.000 euro su Golden Gio che batte Ginostrabliggi di Allaire?

Le sfide epiche hanno sempre fatto parte delle corse dei cavalli. Ritengo che facciano bene all’ippica. Philippe Allaire ha detto che il suo cavallo è più forte al mondo ed io in maniera istintiva ho risposto. La mia è una provocazione alla sua asserzione. Pensi che il Manager di Solvalla, avrebbe messo a disposizione l’Ippodromo per questo duello, e il Direttore Generale del Trotteur Francais, Guillaume Maupas, ci avrebbe supportato con la stampa. Anche se non si farà mai, come vede, sono riuscito a smuovere le acque da troppo stagnanti. Quando si porta sul tavolo della discussione argomenti forti è normale che le opinioni divergano. Ne sono consapevole.

Essere un guascone in Italia infastidisce. Le piace provocare?

Si mi piace molto. La competizione ci deve essere in tutto. Io non amo perdere, che sia chiaro, e i successi mi danno la carica per continuare ad investire nei cavalli. Quelli che criticano  qualsiasi iniziativa sono i leoni da tastiera, perché non sanno di cosa parlano. Ho avuto invece il supporto favorevole di giornalisti, allenatori e driver. Ieri Matthieu Millet, proprietario di Hunter Valley, che è promotore di molte iniziative, un uomo molto avanti, si sarebbe reso disponibile a cercare sponsor per organizzare addirittura una sfida a sei. Come vede gli interlocutori esperti mi sostengono. Ripeto, alcuni profili dei social che disapprovano, lasciano il tempo che trovano.

Antonio perché ha lanciato una sfida tra Golden Gio e Ginostrabliggi sui 2850 mt e non sul miglio?

Golden Gio può battere Ginostrabliggi su qualsiasi distanza e ho detto 2.850, con 50 metri di vantaggio, per far fare bella figura e dare più chance all’allievo di Allaire che resta un ottimo cavallo di grande mole, genealogia americana, allenato da un importante trainer.

Insomma, anche se rimarrà un duello virtuale, a qualcosa sono servite le parole di Antonio Somma, a mettere di nuovo un po’ di pepe ad un’ippica mondiale che le ha vissute realmente: Seabisquit e War Admiral ad inizio del XX secolo, Tornese e Crevalcore degli anni ’70 e tanti altri.

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