La storia della location dell’attuale scuderia “Endo Botti Galoppo” si perde nella notte dei tempi. Viene costruita nei primi ‘900 dal bisnonno di Cristiana Brivio. Inizialmente era un centro di allevamento. Nel 2008, quando Endo ha smesso di fare il fantino, hanno deciso di comune accordo con la sua signora di intraprendere una nuova avventura. Inizialmente i cavalli a disposizione erano pochi, poi con l’esplosione di Jackalberry, il purosangue faro del centro di allenamento, vincitore del primo Gr.1, che ha fatto aumentare la visibilità dello stesso, il vento è cambiato. I clienti sono aumentati e la scuderia è cresciuta in modo esponenziale inserendosi, in maniera vincente e convincente, tra i colossi italiani più grossi: Stefano Botti, Bruno Grizzetti. Il centro è caratterizzato da una pista privata che non ha niente da invidiare alle prestigiose scuderie internazionali.
Endo, è apparsa una classifica degli allenatori più vincenti in Europa; Inghilterra, Irlanda, Francia. L’Italia è quarta, grazie a voi. Quali sono state le componenti che hanno determinato questo eccellente risultato?
Sicuramente la fiducia che ci hanno riposto i proprietari, l’impegno mio e di Cristiana e poi grazie ad un team affiatato. Aver scelto alle Aste cavalli buoni è stato un ulteriore valore aggiunto.
Quali sono i cavalli che rappresentano al meglio il vostro marchio di “fabbrica”?
Partirei da Klaynn, la cavalla più giovane che ci fatto vincere il Dormello, e tra gli anziani, Estrosa, che ci ha fatto avere delle belle soddisfazioni. La cavalla di Massimiliano Allegri lo scorso anno ha vinto quasi tutto: cinque Listed, un secondo e un terzo posto in Gr.3. Ma anche gli altri allievi promettono bene. Una menzione per Mr Darcy, ce lo siamo aggiudicato all’asta, dopo una corsa a vendere dove stravince, e l’abbiamo portato a correre nelle corse di gruppo.
Per il 2025, avete dato ancora fiducia a Dario Di Tocco e come seconda monta ad Alessio Satta. C’è collaborazione tra di loro?
Sì, c’è una buona intesa e stanno lavorando molto bene insieme. L’armonia sul lavoro è un fattore importantissimo.
Avete collaborazioni con scuderie estere?
Sinceramente no, ognuno si fa la propria esperienza. I sistemi di allenamento adesso sono standardizzati.
Endo come vi siete divisi i compiti con Cristiana?
Io mi occupo più dell’aspetto tecnico e Cristiana più della parte burocratica e del rapporto con il manager dei fantini. Non ci sono prevaricazioni o competizioni tra di noi, anzi siamo complementari. Il rispetto per il lavoro dell’altro, il nostro credo.
Ci spieghi la differenza tra un fantino della mattina e quello in corsa?
I fantini della mattina fanno il lavoro di routine, ruolo fondamentale, mentre gli altri sono dei professionisti. Hanno un peso diverso, sono più leggeri e li impieghiamo per fare l’opera di rifinitura. Dario e Alessio di solito, il mercoledì ed il venerdì, sono da noi. In questo momento abbiamo 120 cavalli e quindi ci avvaliamo della collaborazione anche di una squadra di “fantini dell’erba” che vengono nei due giorni fondamentali a darci una mano.
E chi sono?
Andrea Fele il mercoledì, Sandro Gessa il venerdì e poi abbiamo tre stagisti che sono appena usciti dalla scuola fantini di San Rossore, molto promettenti, che cominceranno a montare a fine marzo.
Che cosa ti aspetti da questa nuova annata?
Di migliorarci sempre di più e se non fosse così sottoscriverei per confermare il risultato ottenuto nel 2024.
La classifica Europea a cosa si riferisce?
E’ riferita alle somme vinte nel 2024. Abbiamo superato la scuderia di mio cugino Stefano, con il quale c’è molta rivalità, di 1.000 euro. Anche loro hanno tentato fino all’ultimo di aggiudicarsi anche questo titolo, oltre a quello di corse vinte in Italia, ma non l’hanno spuntata. Stiamo riportando l’ippica a non essere più un monopolio. E poi abbiamo avuto fortuna.
Ma la fortuna aiuta gli audaci.
Allora siamo stati audaci.