LE STORIE QUELLE BELLE: ANTONIO DI NARDO E LA SUA SAURA VOLANTE GIOVAZ

16 Dicembre 2024

Visto il grande exploit che ha avuto una puledra di razza come Giovaz, era doveroso intervistare il driver che l’ha acquistata e scelta a sua immagine e somiglianza per la capacità di interpretare le situazioni di corsa con il “killer instinct”. E lo capirete attraverso le sue parole.

Antonio Di Nardo, driver napoletano talentuoso e di consolidata maestria nella guida dei cavalli, ci racconta il suo anno professionale e l’estrema fiducia riposta verso una cavalla che potrebbe regalargli tante soddisfazioni.

Antonio si sta concludendo il 2024 ed è tempo di bilanci. Qual è il tuo?

È andato bene, ma mi auguro che vada sempre meglio. Non sono un tipo che si accontenta.

Qual è stato il momento più alto di questa annata e cosa manca nella tua bacheca?

Si è vinto quasi tutto. Non saprei.

E se ti dico il Lotteria?

Quella è stata la ciliegina sulla torta. Mio padre, che è venuto a mancare pochi giorni prima della corsa, sarebbe stato felice che lo avessi vinto anche io dopo aver festeggiato il successo di mio fratello Gaetano.

Adesso vivi in Toscana: come ti trovi?

Vivo a Viareggio e sono contento di aver fatto questa scelta. Vivere accanto al mare è la cosa migliore da fare. Il mare è tutto.

 

Fino a questo momento il nostro driver partenopeo è stato piuttosto ermetico nelle risposte, ma quando abbiamo iniziato a parlare di una bella femmina si scioglie in un guizzo misto di orgoglio e stupore.

 

Antonio il tuo è stato un anno ricco di soddisfazioni, però tutto è amplificato perché hai pescato un jolly. Che ha il nome di una femmina: Giovaz?

È una saura bellissima. Io amo le bionde, come mia moglie. Appena l’ho vista mi è piaciuta subito. È una cavalla che ha tutte le qualità. Dal punto di vista morfologico, genealogia regale e convincente. Quando si guardano i puledri si devono tenere conto tanti elementi, la struttura, l’appiombo, il movimento. Ed io ho scelto lei.

Com’è successo?

L’ho acquistata alle Aste Anact di due anni fa a Capannelle. Appena hanno presentato il lotto, la mia attenzione è stata subito catturata. Figlia di Maharajah e Todinaz, allevata da Zenzalino. Ero con mio fratello Ciro, appena è apparsa ci siamo guardati e confrontati. Eravamo quasi a fine giornata di Aste. Nella sala probabilmente in molti erano stanchi e distratti. Ciro, il mio mentore, mi dice che sarebbe arrivata a 25.000 euro ma io ne offro 15.000 e nessuno evidentemente ci ha fatto caso e non rilancia. Era fatta. Grazie alla mia intuizione.

Giovaz ha già vinto due “Gruppi 1”, il Gran Premio Anact e il Masaf 2024 femmine, è ormai la reginetta della generazione: che cavalla è?

Ha una testa che possono avere solo i grandi campioni. È un computer. Nonostante sia giovanissima, sa già cosa fare in corsa. È incredibile. Cavalla fredda sin dalla doma. Dove può arrivare non si sa perché non conosciamo i suoi limiti. Quando la lavoriamo non ci fa capire nulla. Anche quando siamo in pista dritta sembra distratta, svogliata, si impegna meno di altri allievi e poi quando è in corsa si trasforma. Pensa che non fa capire nulla neanche a me che ci sono sempre a stretto contatto.

Che cosa ne pensi della possibilità di togliere la frusta o di ridimensionare il suo utilizzo?

La frusta non va tolta, soprattutto con i giovani perché li tiene in soggezione. Ma va usata nel modo corretto. Frustare i cavalli non serve a farli andare più forte, anzi, ottiene l’effetto contrario. Più li picchi e meno vanno veloci.

Qual è il tuo sogno professionale?

Non posso lamentarmi mi sembra di aver fatto abbastanza. A quarant’anni i sogni sono sempre tanti e non voglio bloccarli. Vorrei vincere di più all’estero da protagonista perché nella mia indole io partecipo per vincere e non per fare la comparsa.

In Italia sei secondo in classifica, per un competitivo come te c’è una posizione da scalare?

Quest’anno concedo il frustino d’oro a Gocciadoro. I riconoscimenti sono simbolici, le vittorie restano. Io con il successo nel Derby, nel Lotteria e due Gruppi 1 con la mia puledra Giovaz sono già realizzato così.

 

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