LE STORIE QUELLE BELLE: ANTONIO SOMMA E IL SUO VIVID(O) GIOIELLO

12 Giugno 2024

Vivid Wise As, il trottatore più vincente dell’ippica italiana dopo Varenne, darà l’addio alle corse domenica 8 dicembre 2024 in occasione del G.P. Duomo, arrivato alla 78^ edizione. All’Ippodromo Cesare Meli di Firenze, il 10 anni pupillo della Scuderia Bivans, chiuderà una carriera fantastica. L’allievo di Alessandro Gocciadoro nel suo palmares ha centrato 21 Gruppi 1 e vinto 3,7 milioni di euro. Il proprietario Antonio Somma, ci parla del suo gioiello che da adesso in poi si dedicherà completamente all’attività stalloniera.

Antonio Somma, come si sente ad essere il proprietario di un campione internazionale come Vivid Wise As?

Molto orgoglioso, perché ho coronato un sogno che tutti i proprietari vorrebbero vivere. Quando l’ho comprato ci speravo, ma non pensavo che arrivasse a raggiungere questo prestigioso traguardo che è arrivato oltreoceano.

Chi vince tanto in Italia diventa antipatico. Si sente più invidiato o apprezzato?

Sono antipatico a molti, lo so, e qualcuno invece mi sostiene. Questo dualismo fa parte della vita. Colui che si mette in gioco, in competizione, diventa scomodo. Ed io preferisco esserlo.

Vivid ha 10 anni e domenica darà l’addio alle corse per fare il papà a tempo pieno. Chi ha deciso di fermare la sua attività agonistica?

L’ho deciso io, perché l’anno scorso, proprio in questo periodo, con Alessandro Gocciadoro avevamo programmato di farlo partecipare al Meeting d’Hiver. Il cavallo non ha reso al 100% a causa di diversi acciacchi. Verso giugno, per problemi intestinali, abbiamo riflettuto che era meglio non mandarlo a disputare l’International Trot negli Stati Uniti. Dopo l’impegno di domenica è arrivato il momento che il guerriero si riposi.

Per essere un Re Mida, come è lei, qual è la percentuale tra fortuna e spregiudicatezza?

Aggiungerei anche la costanza. La fortuna come si suol dire aiuta gli audaci. Se non ci provi non ci riesci. Ognuno di noi può osare. Chi ama il rischio lo corre. Io da questo punto di vista sono un temerario e perché no anche spregiudicato.

Mi dica tre caratteristiche di Vivid Wise As. Perché è così speciale?

Una testa eccezionale, un fisico statuario e un coraggio da vendere. Ha vinto delle corse su piste micidiali, come Vincennes e Cagnes, con partenza e arrivo all’esterno. Da brividi.

Il guidatore che lo ha saputo interpretare meglio?

I cavalli cambiano dai due ai sette anni, quando maturano esperienza. Chiunque l’abbia interpretato era adatto a quel preciso momento storico. Negli ultimi anni chi conosce meglio le caratteristiche è Gocciadoro come allenatore e Abrivard come driver. Insieme hanno centrato 18 Gr.1.

C’è una corsa che lo ha emozionato più di altre?

Quando vinse il France nel 2021 perché è l’anno in cui si fermò Face Time Bourbon e la sua vittoria compensò l’altra cocente delusione. E poi non posso non menzionare il successo americano.

L’ippica italiana, per essere rilanciata, ha bisogno di testimonial come Vivid o come fu a suo tempo Varenne?

Servono sempre le icone. Basta vedere quello che è successo nel tennis. Quando c’è un crack, in Francia, in America o in Svezia, è di tutti. Il campione appartiene alla Nazione. In Italia, invece di enfatizzare l’eccellenza, si va a denigrare o a trovare gli aspetti negativi.

Su Vivid, come campione, come atleta, si è detto tutto o manca qualcosa per chiudere il cerchio di una carriera strepitosa?

Si è detto abbastanza e se ne parlerà ancora per molto tempo. La cosa che mi dispiace è che a volte non è stato valorizzato come sarebbe stato giusto fare. Sarà stato per invidia? Chissà.

Che cosa si aspetta per domenica?

Sinceramente vorrei che chiudesse con una vittoria e che facesse una bella figura.

E lei si emozionerà nel vederlo sfrecciare per l’ultima volta?

Assolutamente sì nel vedere un’attività sportiva che se ne va via. Ieri mi ha telefonato la moglie di Alessandro Gocciadoro e mi ha detto che anche lui lo era mentre ci saliva in sulky per l’ultima volta. Dispiace non vedere più in pista l’eleganza, il portamento e la classe di un campione.

Mi dica la verità, lei ha già nella testa un nuovo obiettivo. Vero?

Sì, un progetto, per continuare a sognare. Vorrei che grazie a Vivid Wise As, che migliorerà la razza, possa nascere un nuovo campione che lasci il segno all’Hambletonian. Mi studierò le genealogie, una mia ossessione, per onorare al meglio quello che mi ha insegnato il mio maestro, il vecchio Biasuzzi.

Ai posteri l’ardua sentenza.

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