Oggi racconteremo la storia di una giovane donna che spinta da una passione sfrenata per i cavalli è riuscita ad affermarsi in un mondo prettamente maschile e oltre i propri confini.
Quando ci risponde al telefono ha un tono sicuro e fiero, una voce dolce e un leggero accento francese che la rende incantevole. Si chiama Giada Menato e a soli 33 anni ha aperto una scuderia a Chantilly vicino a Parigi dove allena 28 cavalli. La caratteristica che la rende unica è quella di aver scelto di contornarsi solo di ragazze dai 18 ai 20 anni che collaborano all’unisono al suo progetto.
Giada, come e quando nasce il tuo amore per i cavalli?
Mi sono sempre piaciuti. Pensa che nella mia cameretta non avevo le bambole barbie ma tutto quello che faceva parte del mondo dei cavalli. A 10 anni, grazie alla complicità che avevo con lui, mio papà mi ha portato in un maneggio e da lì è iniziato tutto. Prima di fare l’amazzone per Bruno Grizzetti, che è stato il mio mentore, ho fatto dressage e concorsi equestri dove mi sono tolta molte soddisfazioni vincendo numerosi e prestigiosi premi a livello nazionale e non solo. Ho corso e vinto a San Francisco e a Dubai.
Quindi Bruno Grizzetti ti ha insegnato a gestire una scuderia?
Dopo pochi mesi da Marcialis sono approdata da lui. Sì, Bruno è stato il mio maestro, inizialmente molto duro e severo, poi mi ha dato fiducia facendomi correre come amazzone in piano. Inoltre mi è servito tanto vedere come lavoravano i cavalli la mattina professionisti come Dario Vargiu. Da Bruno ci sono stata nove anni. E poi ho preso la patente da allenatrice. Quindi, per mancanza di programmazione in Italia e piste specifiche per gli ostacoli, la mia unica e vera passione, ho creduto opportuno andare all’avventura partendo da quello che è considerato il tempio dell’ostacolismo: Auteuil vicino a Parigi.
Ma quanti soldi ci vogliono per aprire una scuderia in Francia?
Le tasse sono alte. Fare l’imprenditrice non è semplice, ma non mi pento di aver fatto questa scelta e di aver accettato il rischio. Ho avuto inizialmente difficoltà a trovare personale, però poi grazie alla mia testardaggine ho trovato la quadratura del cerchio. Ho assunto tutte ragazze giovanissime che provengono dai concorsi equestri e siamo partite per questo progetto unico nel suo genere. Tutte hanno la divisa uguale e compiti prefissati. Una di queste collaboratrici ha preso addirittura la patente per guidare il van e svolge il ruolo di garcon voyage .La Responsabile di scuderia ha 19 anni. C’è soltanto un uomo che ci fa i box di cui sono molto orgogliosa, perché è preciso in maniera maniacale come me. Non ci deve essere un filo di paglia per terra. Amo la pulizia e l’ordine. E’ una mia fissazione. Tutti sanno quello che devono fare e non devo neanche impartire ordini. Praticamente viviamo lì, io soprattutto.
Chi è il fantino che interpreta i tuoi allievi?
Mi sono affidata ad uno dei migliori dell’ostacolismo francese, Ludovic Philipperon, che è arrivato in scuderia per caso. Si è subito affiatato con il mio cavallo del cuore, il grigio Uncheckable, cavallo che ho acquistato a metà con un mio proprietario a una corsa a reclamare. Abbiamo vinto a Compiegne una condizionata di classe 2, livello abbastanza alto in steeple chase. Poi ho vinto una Classe 1, una Listed un Gr. 3 e un secondo posto sempre in un Gr. 3. Domani incrociamo le dita sarò ad Auteuil per un Gr. 2 molto buono. E’ una pista che mi porta fortuna. Sono l’unica donna che ha vinto 3 corse nella stessa giornata.
Tutti questi sacrifici che stai facendo, vale la pena farli?
Assolutamente sì. In 3 anni che sono qui ho venduto diversi cavalli grazie ad un manager irlandese che mi ha messo in contatto con i migliori allevatori di cavalli e potenziali clienti. Si chiama Seamus Murphy. Andiamo a scovare puledri che commercializziamo in tutta la Francia. Un cavallo acquistato a 8.000 euro l’ho rivenduto a 250.000 euro, un altro comprato a 30.000 euro, rivenduto a 120.000 ed uno al prezzo di 12.000 ceduto a 225.000 euro. Ripeto, il segreto è conoscere i grandi allevatori, per esempio Thierry Cipre, Louis Vaudron che è il nipote di Jean Pierre Doubois. In Francia c’è veramente tanta qualità e questa attività è una consuetudine. Anche la concorrenza non manca.
Sei giovane e molto capace. Qual è il sogno che vorresti realizzare?
Continuare ad avere una scuderia organizzata e poter acquisire credibilità a livello Europeo grazie a proprietari che vorranno continuare a darmi fiducia. Io ce la metterò tutta.