PAROLA ALL’ASSOCIAZIONE: ANTONIO VIANI, PRESIDENTE UPG

7 Gennaio 2025

 

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Antonio, lei riveste un ruolo di responsabilità. Rappresentare coloro che inseguono un sogno, quello dei proprietari di cavalli. E’ un ruolo impegnativo?

Assolutamente. Ma mi fa piacere dare una mano alla categoria. E’ una gioia e un onore. L’ippica è un sport che ha per me il sapore di una fondamentale tradizione di famiglia.

Dal trotto del padre, al galoppo. Attualmente per fare impresa in Italia bisogna diversificare?

Se uno vuole fare l’imprenditore e guadagnare, forse ha sbagliato a scegliere di essere proprietario al galoppo. Scherzo. Più che diversificare, per quanto mi riguarda, posso dire che il trotto mi piace, ci siamo visti alle Aste Anact a Roma, ma vedere i cavalli galoppare mi regala un’emozione immensa da sempre. E poi, diciamo la verità, non volevo paragoni con un padre che ha allevato un mito come Varenne (ride).

Quanti cavalli al galoppo possiede?

In pista ho due cavalli e in allevamento sei fattrici con i loro puledri.

Dopo il piacere il dovere. Com’è lo stato attuale dell’ippica?

Devo dire che ho apprezzato molto l’impegno del Ministero, che sta dimostrando, da due anni a questa parte, di tenere alla filiera ippica. La tassazione al 5% ne è una prova. In Europa siamo un modello, in questo caso. Ma non solo, abbiamo una Direzione Generale dedicata che non c’è mai stata nel recente passato e che è intervenuta, anche nel caso di Varese, con reattività e forte presa di posizione. Ha accolto prontamente la nostra segnalazione dell’incauta gestione. Insomma, si vede un netto cambio di passo rispetto a prima. Certo, non tutto è ancora sistemato e proprio la questione di Varese è l’esempio che di cose da sistemare ce ne sono ancora, ma la direzione intrapresa mi sento di dire sia quella corretta.

E a proposito di notizie di una possibile eliminazione di corse di gruppo e listed?

Sì, certo è un problema, indubbiamente. Ci deve far allarmare e riflettere per trovare le giuste contromisure. Alcuni anni fa abbiamo perso l’ultimo gruppo 1 rimasto, il Lydia Tesio. Adesso si paventa la retrocessione del Primi Passi, Gruppo 3 per i due anni, e due/tre listed. Non è positivo, anzi, però il peggio, secondo me, è già passato. Se riusciamo a sistemare i pagamenti delle scuderie estere e a proporre una programmazione più mirata, ce la possiamo fare. Dobbiamo fornire più certezze agli attori della filiera, allevatori, proprietari, così facendo riusciremo a riportare coloro che vogliono investire. In un medio termine si può tornare, non certo ai tempi del dopoguerra con Ribot, ma ad una ripresa sì. Ripeto, pur esseno una retrocessione, dobbiamo cercare di utilizzarla per cambiare alcune cose, migliorarci e ripartire con più slancio ed ottenere risultati positivi per il 2025.

Avete presentato un progetto di multiproprietà. La condivisione è il suo pallino?

Io vorrei riunire anche trotto e galoppo, si figuri. A parte le batture, è vero, riteniamo sia fondamentale regolamentare e facilitare la creazione di sindacati che darebbero la possibilità, anche ai soci di minoranza, di essere protagonisti a tutti gli effetti nell’inseguire un sogno. Nella registrazione di proprietà non solo colui che detiene i colori, ma chi acquista, per esempio, anche “una sola gamba” di un purosangue. L’ippica è uno sport nobile (nel senso di emozioni elevate) e quindi cerchiamo di far vivere questa “esperienza” di nobiltà a una platea di appassionati che attende solo di farne parte.

Come famiglia non avete mai lasciato nulla al caso. Varenne ne è la riprova. Che cosa si aspetta in futuro? Un obiettivo, il sogno di Antonio Viani?

Come Presidente dell’Associazione proprietari di galoppo, avere più soci possibile e creare una comunità ippica. Come proprietario, trovare almeno un “Uniforz” del galoppo, cioè un ottimo cavallo che ha vinto grandi Premi. Non dico Varenne perché lui è inarrivabile, lui è e resta Varenne e per definizione non è riproducibile.

Mi sento di dare un segnale di speranza per il futuro dell’ippica, anche nelle difficoltà: si, può, fare!!!.

Faremo di tutto per non fare fuggire cervelli, soldi e “zoccoli”.

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