PAROLA ALL’ASSOCIAZIONE: MARIO MINOPOLI JR, PRESIDENTE CIGA

16 Gennaio 2025

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«Dal 2020, l’anno in cui è stata riconosciuta l’Associazione, abbiamo riacquistato la nostra dignità. Il nostro errore è stato quello di farci rappresentare per anni da qualcuno che non ci ha tutelati. D’altra parte il nostro lavoro è talmente faticoso ed impegnativo che non ci permette di rivendicare i nostri diritti personalmente».

Presidente dell’Associazione CIGA da 4 anni, sigla che unisce la figura professionale dell’allenatore e del guidatore, Mario Minopoli jr. è il rappresentante ideale della categoria. Nell’ambiente ippico da oltre trent’anni, appartenente ad una famiglia storica di allevatori, proprietari, allenatori e guidatori.

Mario, quanti cavalli hai in scuderia?

In questo momento sessanta. Rispetto a tre anni fa li ho dimezzati. All’epoca erano 140 cavalli. Per come stanno andando le cose nell’ippica, vorrei snellire ancora. Purtroppo non c’è ritorno. Prima di tutto sono un imprenditore e i conti non tornano più. Per mantenere la struttura devi avere cavalli da centrali, almeno di categoria b che vadano a premio almeno di 15.000 euro all’anno. Il cavallo, anche se va più forte di 4-5 anni fa guadagniamo meno. Abbiamo un numero di cavalli alto e la torta è sempre più piccola da dividere.

Perché siamo arrivati a questo punto?

E’ una crisi che va avanti dal 2012. Come categoria abbiamo le nostre colpe. Ci siamo fatti gestire male e la cosa ci è sfuggita di mano. Adesso abbiamo un portavoce del comitato, l’avvocato Giovanni Sibilio che ci fa da interfaccia con il Ministero.

Come sta andando con il Ministero?

Abbiamo iniziato a dialogare. Io ho fiducia nel Direttore Generale che si sta impegnando molto per questa filiera. Deve però fare i conti con la politica. Abbiamo ovviamente fatto delle richieste. Mettere a posto i pagamenti, lavorare sulla trasparenza e sulla legalità. Bisogna distribuire meglio il montepremi. Il pubblico si è allontanato dal nostro mondo, ma soprattutto non ci sono più i grossi proprietari. E quelli “per bene” ne sono rimasti pochissimi..

Perché hai sottolineato “per bene”?

Perché è fondamentale anche per noi avere a che fare con persone serie e raccomandabili.

Quanti soci siete?

Circa cento. E’ l’Associazione del trotto più numerosa.

Nella malaugurata ipotesi che l’ippica non riacquisti credibilità, farai come Marcello Vecchione che se n’è andato in Svezia?

E’ un’avventura, quella all’estero, che ho affrontato per primo tra gli ippici. Io ho scelto la Francia nel 2010. E’ per quello che il compianto Salvio Cervone mi aveva dato il soprannome di Francesino. Ancora adesso, nei mesi che non ci pagano, mando i miei allievi in Francia per far quadrare i conti. Lì pagano quasi subito i premi. Ma io lotterò per la mia città e per il mio Paese. Resterò qui.

Mario, come capo di un’associazione di guidatori, che cosa mi dici riguardo il fatto recente che ha coinvolto un collega, campano come te?

Mi aspettavo questa domanda e ti rispondo sinceramente. Posso dirti, per esperienza personale, che prima di giudicare bisogna che vengano fatte delle accurate verifiche. Il silenzio prima di condannare una persona e metterla alla gogna. Poi ci si mettono anche i social ad ampliare la piaga. Bisogna togliere in Italia la brutta abitudine di stigmatizzare una persona senza che la giustizia abbia fatto il suo corso. Se mi capita di trovare il giudice della corsa mi farò dare delle spiegazioni. A proposito della Francia, tutto questo non succede.

Si avvicina il Prix D’Amerique a Parigi, un evento mondiale che vede protagonista il trotto. Che cosa hanno i francesi più di noi?

Tutto. L’ippica francese si autogestisce e investe quotidianamente.

E tu cosa vorresti per rilanciare l’ippica italiana?

Essere rappresentati da persone che svolgono il lavoro per raggiungere uno scopo comune e non guardando al proprio orticello. Esperti del settore. Tanto lavoro,  impegno e figure professionali all’altezza. Bisogna tornare alla vecchia sigla UNIRE. Non dobbiamo indebolirci, ma incrementare. E poi non dobbiamo più chiedere l’elemosina allo Stato

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