PRIX D’AMERIQUE, IL PALCOSCENICO DI VARENNE

26 Gennaio 2025

Varenne è amato dal popolo del trotto, come Totti lo è dai tifosi della Roma o Maradona da quelli del Napoli.
Un vero idolo per chi ha avuto la fortuna di seguire la sua folgorante carriera. Unica al mondo.
Il collega Matteo Muccichini, inviato di Equtv a Parigi, ci racconta come è stata l’emozione che ha vissuto
ammirandolo da tifoso e addetto ai lavori.

Matteo che ricordo hai dei tre Prix D’Amerique di Varenne?
Li ricordo tutti e tre con grande entusiasmo, verso un talento che aveva l’alone del grande campione fin da
subito. Come Sinner che si sapeva che sarebbe diventato il più forte tennista al mondo.

Partiamo dal 2000, il primo Amerique che finisce con un piazzamento.

Varenne ha pagato l’inesperienza. Dopo tante partenze richiamate è arrivato terzo. Un piazzamento che
aveva però il sapore di una vittoria. Nel 2001 avevamo la certezza di avere il cavallo più forte del mondo.
E l’ho vissuta come la vittoria della Nazionale di calcio nel 1982. La finale Italia-Germania. C’è stata
una vera e propria apoteosi da parte di tutti, tifosi e addetti ai lavori, allenatori, proprietari, driver ecc. Nel
2002 è risultato ancora più performante, più bello d’andatura. E’ sfilato al comando mostrando, rispetto
agli avversari, due marce in più. Dopo la vittoria, in sala stampa, il caporedattore di quell’epoca di Paris
turf Jacques Pauc, disse: oggi ha vinto la perfezione.

Tu hai seguito l’Amerique fin un ragazzo. Dove lo collochi Varenne?

Ho iniziato a seguire questa competizione grazie a Ourasi che era la star dell’epoca, con in sulky” Le
Pape” Jean René Gougeon. Avevo 18 anni e pur di ammirare questo trottatore che ha vinto quattro
Amerique mi sono fatto con mio fratello 1.500 km di macchina, 15 ore di viaggio per arrivare a Parigi.
Ho fatto follie per seguire i cavalli. Ho ammirato anche altri campioni. Tutti cavalli straordinari che avevano
qualcosa di speciale. Ma Varenne è Varenne. E’ il Capitano, il nostro Capitano.

Chi vince l’Amerique 2025?

E’ un’edizione aperta. Una preferenza per Idao de Tillard, che correrà sferrato e ha raggiunto la
perfezione.

 

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