QUELLI CHE VINCONO: ANTONIO FERRAMOSCA, IL TALENTO DEI PURI

15 Gennaio 2025

Antonio Ferramosca, il cavaliere livornese cresciuto con il profumo del mare e quello dell’erba della pista dell’Ippodromo Caprilli, si è imposto per il dodicesimo anno consecutivo nella classifica dei gentlemen rider. Figlio di Fabrizio, allenatore di galoppo.

 

Antonio, sei diventato un professionista degli amatori. Che differenza c’è tra la tua categoria e quella dei fantini?

In primis il peso. Un fantino è più leggero di me. Per quanto sembri lo stesso sport in realtà non lo è. Ci sono diversi fattori. Sicuramente il loro è molto più faticoso. Le corse sono più tirate delle nostre e con uno svolgimento tattico più impegnativo e accorto dei gentlemen.

 

Sei a quota 12 scudetti vinti, manca poco per raggiungere i 15 di Stefano Botti. A questo punto ti impegnerai per raggiungerlo?

Sta diventando sempre più impegnativo per me. Da quando ho concluso l’Università ho iniziato a lavorare e quindi, essendo libero solo il sabato e la domenica, mi è difficile scendere in pista durante la settimana. Quest’anno non pensavo di impormi nuovamente in classifica, ho vinto solo 15 corse, il mio peggiore anno nel rendimento, ma lo strike rate del 25% di vittorie è risultato sempre molto alto.

 

Alleni i tuoi cavalli: hai un futuro come allenatore?

Per come sta andando l’ippica preferisco occuparmi di altro. Faccio il manager per un’Azienda di Conegliano che mi dà più sicurezza. Corro e mi diverto con i 18 purosangue di scuderia di mio padre. L’amore per i cavalli è un valore intrinseco nella mia natura, ma ho bisogno di avere più sbocchi professionali e dedicarmi ad altro.

 

La passione per i cavalli ce l’hai sicuramente scolpita nel cuore. Quali sono i tuoi idoli?

Come fantino l’ineguagliabile Frankie Dettori, il mito per eccellenza di tutte le generazioni. Come allenatore Bruno Grizzetti. L’unico in Italia che è riuscito a far venire importanti e famosi personaggi del settore, tra cui un facoltoso proprietario giapponese.

 

Ci sono delle limitazioni attualmente in Italia per la tua categoria?

Non sono d’accordo sul fatto che una volta raggiunta la quota di 50 corse vinte, nelle gare di bassa dotazione, puoi montare solo cavalli di proprietà. Una regola che si trova solo in Italia. Rischi così di non correre mai.

 

Qual è il tuo sogno ippico?

A livello amatoriale sinceramente li ho realizzati tutti. Ho vinto le corse più importanti sia in Italia che nelle altre Nazioni. Mi sarebbe piaciuto correre contro i professionisti e batterli. Ma questo rimarrà solo un sogno nel cassetto chiuso a chiave.

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