SPECIALE PRIX D’AMERIQUE: GABRIELE GELORMINI, ORGOGLIO ITALIANO

24 Gennaio 2025

Torinese di nascita, francese di adozione. Dalla Mole Antonelliana alla Tour Eiffel spinto dalla voglia di
osare. Gabriele Gelormini, per i transalpini “Gabi”, con alle spalle un padre appassionato di cavalli, partito a
quindici anni per affrontare una stimolante avventura in terra di Gallia. Sono stati due i maestri che lo hanno forgiato, Jean Michel Bazire e Bruno Marie.

Gabriele, hai iniziato a lavorare con il meglio, ovvero Jean Michel Bazire?
Sì, lui è stato il mio primo capo. Sono un tipo fedele, in diciassette anni che sono qui ho avuto solo Bazire e Marie. Da otto anni invece ho iniziato a correre da catch driver.

Ti sei fatto apprezzare dai francesi e non era scontato. Secondo te per quale motivo?
Non lo so. Però, essendo arrivato molto giovane nelle scuderie francesi, sono riuscito ad integrarmi molto
velocemente. Il fatto di essere una persona umile penso sia stato un altro elemento importante, senza
trascurare che mi reputo un grande lavoratore. Fare una professione che mi piace non mi pesa.
 

Parliamo di Amerique. Quante edizioni hai corso?
Sono sceso in pista undici volte.

E’ una competizione molto ambita. E’ il sogno di ogni guidatore?
Tutti vorrebbero correrla. E’ la corsa dell’anno e tutti ambiscono ad esserne protagonisti.

E tu in primis?
Sono molto contento di partecipare. Inizialmente dovevo guidare Hohneck. Poi abbiamo deciso di non
correre perché lui in inverno è meno agguerrito. Ero stato contattato per scendere sulla carbonella
parigina con Ampia Mede sm, ma i proprietari hanno cambiato idea. Alla fine, dieci giorni fa, mi hanno
ingaggiato per guidare Dimitri Ferm.

Che cavallo ti aspetti? E hai già avuto i primi ordini di scuderia?
Dimitri Ferm è un ottimo cavallo, che conosco e che ho visto correre. Le ultime due corse
non gli sono venute bene, mentre nelle gare precedenti ha sempre fatto bella figura. Ha perso due volte
dal cavallo di Jean Michel Bazire, Jushua Tree, che sarà assente domenica.

Per la guida, ti senti più francese o italiano? Equidia ti ha definito il più francese dei piloti italiani.
Mi adatto facilmente ai tracciati e ai cavalli. Ho avuto la fortuna di correre dappertutto. Ho vinto anche
l’Elitloppet in Svezia.

E’ arrivato il momento del pronostico sulla corsa più importante del trotto mondiale. Da chi vuoi
iniziare?

Go On Boy, Justin Bold, Hooker Berry, e Idao de Tillard. Il cavallo di Romain Derieux per me è il
favorito perché ha fatto una bellissima preparazione. E’ al 120% e sarà sferrato di quattro.

Anche se gli italiani non hanno niente da invidiare, che cosa apprezzi dei francesi?
Trovo i francesi molto bravi a preparare i cavalli. Non è facile gestire un cavallo, spenderlo mai fino in
fondo e farlo arrivare al top a fine gennaio. Sono bravi a programmare e molto puntigliosi.

Qual è il desiderio di Gabriele Gelormini?
Da diversi anni sono tra i primi dieci guidatori. Vorrei una volta nella vita vincere il frustino in Francia ed
entrare per la prima volta nell’albo d’oro della classifica con i colori italiani.

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