.I francesi, a differenza di come si mostrano nei nostri confronti, possono essere anche molto gentili. Jean Michel Bazire si è prestato a rispondere alle nostre domande, pur mantenendosi giustamente abbottonato. Il Prix d’Amerique, non è un Gran Premio come tutti gli altri è il “campionato del mondo delle redini lunghe”. La pretattica è fondamentale, la posta in palio è gigantesca: un milione di euro. La famiglia Bazire sarà presente anche quest’anno ad arricchire e ad alimentare un’atmosfera altamente competitiva con Hooker Berry che sarà guidato per l’occasione da l’enfant prodige Nicolas Bazire. Il cavallo ha già vinto l’Amerique con in sulky il padre nel 2023 grazie ad un finale micidiale. Bazire jr è il più giovane vincitore di questa competizione internazionale conquistata a soli 21 anni. Questa volta avrà la responsabilità di battere il campione in carica Idao de Tillard e gli altri. Nel 2022 vinse da pilota navigato con Davdson du Pont. Il padre invece nel suo palmares l’ha vinta 5 volte: nel 1999 con Moni Maker, nel 2004 guidando Kesaco Phedro, poi nel 2015 con Up and Quick, nel 2019 con Belina Josselyn ed infine con Hooker Berry nel 2023.
Jean Michel, che cavallo è Hooker Berry e come sta?
E’ un cavallo duttile. Sta bene.
Come sarà la ferratura?
Sarà sferrato di quattro. Assetto aggressivo, come nel 2023.
Che cosa vi aspettate?
Bisogna vedere come viene il percorso, ma noi ci crediamo.
Che Amerique sarà?
Sarà una corsa aperta a differenza dello scorso anno con Idao de Tillard che era il favorito e si è confermato. Possono vincere in diversi. Dobbiamo vedere come viene il percorso.
Quest’anno potrebbero esserci meno false partenze?
Sono state aumentate le multe e previsti appiedamenti.
Che cosa potrebbe succedere?
Ci sarà molta tensione in avvio. Sarà al massimo. Tutti vogliono partire ma dovranno stare molto attenti.
Nicolas è tranquillo, nonostante la grande responsabilità che sente addosso.