Billy Loughnane scrive la storia: è il più giovane campione dei jockey a 20 anni

14 Ottobre 2026

Sabato ad Ascot sarà incoronato più giovane campione dei fantini in oltre un secolo. A 20 anni non si ferma: dopo il titolo, l’obiettivo è inseguire i 269 successi di Sir Gordon Richards e, più lontano, il primato assoluto di 289 vittorie di Tony McCoy

Billy Loughnane non ha alcuna intenzione di fermarsi dopo la conquista del suo primo titolo di campione dei fantini del galoppo britannico. Sabato ad Ascot, in occasione del Qatar Racing British Champions Day, riceverà ufficialmente il trofeo e diventerà il più giovane campione da oltre un secolo. Ma il suo sguardo è già rivolto alle prossime sei settimane e a nuovi traguardi statistici.

Il ventenne è infatti vicino a superare il proprio primato personale di 223 vittorie in un anno solare e ha ammesso di voler provare a inseguire due record storici: i 269 successi ottenuti da Sir Gordon Richards nel 1947 in piano e, più ambiziosamente, le 289 vittorie di Tony McCoy nella stagione 2002-03, primato britannico considerando insieme galoppo e ostacoli.

«È nel mio mirino», ha spiegato Loughnane. «Continuerò per il resto di questo mese e per novembre, poi a dicembre valuterò se sarà davvero possibile. È qualcosa a cui sto guardando. Al momento non sto andando all’attacco a testa bassa, ma continuerò a montare ogni giorno e poi vedremo la situazione».

Loughnane ha scherzato invece sui 26 titoli di campione conquistati da Richards: «Non credo che monterò ancora tra 26 anni, a dire il vero». Molto più concreto, però, l’obiettivo delle 269 vittorie, senza escludere del tutto anche il riferimento fissato da McCoy. «Darò tutto fino all’inizio di dicembre e spero, a quel punto, di essere abbastanza vicino da poterci provare».

Campione degli apprendisti nel 2023 e secondo alle spalle di Oisin Murphy nella scorsa stagione, Loughnane è ormai irraggiungibile nella corsa al titolo 2026, iniziata con la giornata delle 2,000 Guineas a maggio e destinata a chiudersi proprio sabato con il British Champions Day.

«Nelle ultime due settimane sono riuscito a godermela un po’ di più», ha raccontato durante una conferenza stampa organizzata da Great British Racing. «C’era una certa pressione per la posizione in cui mi trovavo. Non direi tensione, ma ero io stesso a mettermi pressione perché, dopo essere arrivato così lontano, non volevo perdere tutto proprio alla fine».

Ora il traguardo è praticamente raggiunto. «Il sogno sta cominciando a diventare realtà. Sono stati due anni straordinari e sono stato fortunato ad aver potuto lavorare con tanti grandi allenatori che mi hanno aiutato a crescere».

Per il 2027, Loughnane non esclude di provare a difendere il titolo. «Prima voglio superare questo weekend, poi l’inverno e infine valuterò il prossimo anno. Sono una persona molto competitiva, ma non ho ancora fatto programmi con il mio agente o con il mio team. Di certo, però, non escludo l’idea».

La sua stagione non è stata importante soltanto per i numeri. L’associazione con Bow Echo, tre volte vincitore di Gruppo 1, allenato da George Boughey e portacolori del compianto Sheikh Mohammed Obaid, ha portato Loughnane anche sulle pagine sportive della stampa generalista.

Il momento più emozionante resta la vittoria nelle 2,000 Guineas. «Vincere le Guineas è stata l’emozione più forte che abbia provato in un ippodromo. Credo soprattutto per tutta la preparazione affrontata durante l’inverno. Un anno fa Bow Echo aveva disputato la sua ultima corsa e da quel momento il piano era sempre stato quello di andare direttamente alle Guineas. Per sei o sette mesi è stato lui a tenerci compagnia durante l’inverno».

Anche durante il periodo trascorso a Dubai, il rapporto con il cavallo non si era interrotto. «George mi mandava ogni giorno le sue foto e, quando sono tornato, da febbraio in poi, lo montavo due o tre volte a settimana. Tutta quella attesa ha reso le Guineas ancora più speciali».

Da allora Loughnane ha cercato di ritrovare la stessa sensazione. «Anche l’accoglienza dopo Goodwood è stata incredibile e sono contento di averlo mostrato al pubblico dopo la corsa, perché poi si è rivelata la sua ultima apparizione. Goodwood è stato un momento enorme, ma l’emozione più forte resta quella delle 2,000 Guineas».

La gestione di un cavallo imbattuto ai massimi livelli gli ha imposto anche una crescita rapida sul piano mentale. «C’era pressione prima di Ascot e Goodwood, perché arrivava imbattuto a entrambe le corse. L’ho sentita di più ad Ascot, ma è stata una pressione bella da vivere, quasi un privilegio».

E Bow Echo ha chiuso la carriera senza mai conoscere la sconfitta. «Sarebbe stato durissimo se qualcosa fosse andato storto, soprattutto ad Ascot. Per fortuna non è successo. È un cavallo straordinario ed è andato in razza mantenendo l’imbattibilità, cosa davvero difficile da ottenere».

Sabato arriverà il primo titolo da campione. Poi Loughnane tornerà subito in sella. Perché, a 20 anni, la stagione che lo ha consacrato potrebbe non avere ancora finito di riscrivere i numeri della storia britannica.

Condividi su: