Braida vola negli USA: sabato a Keeneland il Queen Elizabeth II Challenge Cup

7 Ottobre 2026

La talentuosa tre anni di Francis Graffard affronta per la prima volta una trasferta fuori dalla Francia. Mickaël Barzalona in sella nel Gruppo 1 sui 1.800 metri

Prima trasferta internazionale per Braida, che sabato 10 ottobre sarà protagonista a Keeneland, negli Stati Uniti, nel Queen Elizabeth II Challenge Cup Stakes, Gruppo 1 sui 1.800 metri riservato alle femmine di tre anni.

Allenata da Francis Graffard, la puledra ha già ottenuto tre vittorie dall’inizio dell’anno e arriva all’appuntamento americano dopo il recente successo in una Listed a Longchamp. In sella ci sarà Mickaël Barzalona, che l’ha già condotta alla vittoria in entrambe le occasioni in cui l’ha montata.

Braida è già arrivata negli Stati Uniti e, secondo Nicolas de Watrigant, manager di Alain Jathière, uno dei comproprietari, ha affrontato nel migliore dei modi il viaggio. «È già sul posto e ha viaggiato molto bene. Possiede un grande cambio di velocità e, per il suo modo di correre, dovrebbe trovarsi bene su questa pista, dove dovrà affrontare due curve. È una puledra che abbiamo sempre stimato e che nell’ultima corsa ha rimesso le cose a posto dopo essere stata molto sfortunata a Deauville nel Prix de Lieurey».

La scelta di Keeneland nasce anche dalla convinzione che le caratteristiche della cavalla possano adattarsi bene alle corse americane. «È una prova che in passato abbiamo già vinto due volte per alcuni clienti ed è una scommessa che vale la pena tentare, perché pensiamo che abbia l’attitudine per fare bene negli Stati Uniti. In Francia, invece, è più complicato trovare per lei gli ingaggi giusti».

Per Braida sarà dunque il primo confronto fuori dai confini francesi e, allo stesso tempo, il salto in un Gruppo 1 internazionale dopo la vittoria di Longchamp.

Nel frattempo resta aperto anche il programma di Pink Panthera, altra portacolori di Alain Jathière e recente terza nel Prix de l’Opéra (Gr.1). La cavalla potrebbe essere indirizzata verso la Breeders’ Cup a fine stagione, anche se la decisione non è ancora stata presa. «Ha assolutamente bisogno di terreno buono», ha precisato de Watrigant. «C’è anche l’opzione Dubai durante l’inverno, ma nulla è ancora deciso e dovremo discuterne con il suo entourage».

Una certezza, invece, riguarda il futuro: Pink Panthera resterà in allenamento anche nella prossima stagione.

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