Il presidente firma una misura provvisoria che blocca offerta, intermediazione e pubblicità delle scommesse a quota fissa. Stop immediato ai nuovi depositi, siti e app fuori servizio dal 6 ottobre. Il settore annuncia battaglia legale
Il Brasile mette al bando le scommesse online. A nove giorni dal primo turno delle elezioni presidenziali del 4 ottobre, nelle quali Luiz Inácio Lula da Silva è candidato per un quarto mandato non consecutivo, il presidente ha firmato una misura provvisoria che vieta l’esercizio, l’offerta, l’intermediazione e la pubblicità delle scommesse a quota fissa, comprese quelle sportive e i giochi online.
Il provvedimento è entrato in vigore con la pubblicazione del 25 settembre. Da quel momento non sono più consentiti nuovi versamenti sui conti di gioco, mentre gli scommettitori avranno tempo fino alle 23.59 del 5 ottobre per prelevare volontariamente i fondi disponibili. Dalla mezzanotte del 6 ottobre, siti e applicazioni dovranno essere resi indisponibili. I saldi residui saranno restituiti attraverso gli istituti bancari tra il 9 e il 14 ottobre.
Lula ha definito la decisione una misura «dura, drastica e necessaria», sostenendo la necessità di intervenire sugli effetti economici e sociali prodotti dalla diffusione delle piattaforme di gioco e sul crescente indebitamento delle famiglie.
Contestualmente, il governo brasiliano ha annunciato l’invio al Congresso di un progetto di legge destinato a introdurre sanzioni penali per chi continuerà a gestire o promuovere le scommesse sportive. La misura provvisoria ha forza di legge immediata, ma dovrà completare l’iter parlamentare: le MP brasiliane possono restare in vigore fino a 120 giorni e decadono se non vengono approvate da Camera e Senato entro quel termine.
La reazione dell’industria non si è fatta attendere. La National Association of Games and Lotteries (ANJL) ha avvertito che il divieto potrebbe determinare una perdita miliardaria di gettito fiscale e spingere una parte degli scommettitori verso il mercato illegale. L’associazione ha inoltre annunciato di essere già al lavoro per contestare la misura in sede giudiziaria.
La decisione segna una netta inversione rispetto al percorso seguito negli ultimi anni. La liberalizzazione delle scommesse a quota fissa era iniziata nel 2018, mentre nel 2023 era stato definito il nuovo quadro regolatorio, comprendendo anche i giochi online. Dal gennaio 2025 gli operatori autorizzati avevano potuto offrire i propri servizi sull’intero territorio nazionale.
Il Brasile era così diventato uno dei nuovi mercati di maggiore interesse per i grandi operatori internazionali. Con il provvedimento firmato da Lula, quello scenario cambia ora radicalmente, mentre si apre un confronto politico, economico e giudiziario sul futuro delle scommesse nel Paese.
