Caldo estremo, retroscena Royal Ascot: ha sfiorato lo stop

29 Settembre 2026

Un’allerta rossa emessa dal Met Office pochi giorni dopo il meeting avrebbe costretto la BHA a cancellare due intere giornate. Il caso riapre il tema della sostenibilità ambientale e dell’impatto del cambiamento climatico sulle corse

Le prossime settimane offriranno nuove conferme di quanto il cambiamento climatico stia già interferendo con il calendario ippico britannico. Ma la misura reale del problema emerge soprattutto da ciò che, appena tre mesi fa, ha rischiato di accadere al più celebre meeting di galoppo al mondo: Royal Ascot.

Durante la settimana del Royal Meeting il sole aveva accompagnato regolarmente le corse. Secondo le pagine di Racoing Post, però, sarebbe però bastato che l’evento fosse stato programmato sette giorni più tardi, oppure che l’ondata di caldo fosse arrivata una settimana prima, perché due intere giornate di Royal Ascot venissero cancellate.

Nel mese di giugno, infatti, il Met Office ha emesso per la prima volta in quattro anni un’allerta rossa per caldo estremo, estesa al mercoledì e al giovedì della settimana successiva a Royal Ascot.

L’ippodromo di Ascot rientrava pienamente nella zona interessata dall’allerta. In base alle rigide disposizioni della British Horseracing Authority, quella classificazione avrebbe comportato automaticamente l’abbandono delle corse in entrambe le giornate.

Un rischio evitato per pochi giorni, ma sufficiente a mostrare quanto il cambiamento climatico stia diventando una variabile sempre più concreta anche per l’ippica britannica. Un tema che non riguarda soltanto la programmazione delle prossime stagioni, ma la capacità stessa del settore di adattarsi e diventare più sostenibile sul piano ambientale.

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