Giappone, il St. Leger va a Going To Sky. Lovcen non piazzato, fallito l’assalto alla Triple Crown

26 Ottobre 2026

Non ce l’ha fatta Lovcen a conquistare la Triple Crown giapponese, nella domenica di Kyoto il figlio di World Premiere è finito fuori quadro (quattordicesimo) nella corsa vinta da Going to Sky scherzo del destino un figlio di Contrail l’ultimo cavallo capace di aggiudicarsi nel 2020 le tre corse che formano la triplice corona del galoppo giapponese quasi che l’illustre stallone avesse in qualche modo impedito che un altro cavallo eguagliasse il suo record. In testa nel rettilineo finale Yutaka Take in sella a Contrail ha spinto al massimo per respingere l’assalto di Basse Terre (Kitasan Black), mentre Danon History (Epiphaneia) è giunto terzo.

Con questa vittoria Yutaka Take, uno dei fantini più famosi in attività nel paese del sol levante ha distanziato Christophe Lemaire nel numero di vittorie in questa classica: 6 contro 5. Il jockey giapponese ha così commentato la sua vittoria: “Speravo che la pioggia non arrivasse, e così è stato. Contrail è partito bene, il che ci ha consentito di metterci subito in una buona posizione. Non volevo muovermi durante la corsa e in realtà, eravamo in un punto in cui non potevamo muoverci, quindi ho aspettato il rettilineo finale per chiamarlo e lui ha reagito molto bene quando intorno ai 200 metri finali si è aperto lo spazio giusto, ho pensato che avrei potuto vincere.”

Delusione per il team di Lovcen che confidava molto nella possibilità di conquistare la terza vittoria importante dopo quelle nelle Japanese 2000 Guineas (Gruppo 1) sulla distanza dei 2000 metri a Nakayama il 19 aprile e nel Japanese Derby (Gruppo 1) sulla distanza dei 2400 metri. Il suo fantino Kohei Matsuyama, piuttosto deluso, ha dichiarato laconicamente alla stampa giapponese: “Non sono riuscito a ottenere il successo che mi aspettavo. Puntavamo alla Triple Crown ed è andata male. Questo è tutto.”

Più completa la dichiarazione dell’allenatore Harunori Suyama: “Dicevamo che i 3000 metri potevano essere un ostacolo, vista la sua corporatura, ma dato che si era distinto per la sua superiorità al cospetto degli avversari diq eusta generazione, abbiamo affrontato la sfida con la convinzione che il suo talento gli avrebbe consentito di far bene. Tuttavia, alla fine, dobbiamo ammettere che è stata la distanza a fermarlo.”

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