Le Pagelle di Grande Ippica Italiana debuttano nel nuovo appuntamento dedicato ai protagonisti del weekend ippico. Ogni settimana, sotto la lente d’ingrandimento cavalli, fantini, guidatori, allenatori, proprietari, scuderie e allevatori che si sono distinti sulle piste italiane e internazionali. Voti, giudizi e valutazioni per raccontare il meglio del fine settimana, premiare le prestazioni più significative e analizzare, senza sconti, anche quelle meno convincenti. Perché ogni corsa ha una storia, ma alla fine arrivano anche i voti.
UFFICIO TECNICO SAN SIRO GALOPPO 7: Dopo tanto tempo abbiamo visto un Gran Premio del Jockey Club finalmente ben frequentato. Portare a Milano due cavalli del calibro di Constitution Hill e Dubai Honour non deve essere stato comunque facile. Poi il verdetto della pista è stato diverso dalle attese, ma è la dimostrazione che lavorando per tempo e con lungimiranza… “si può fare” – Applausi
STINGRAY E DARIO DI TOCCO 8: Sono stati loro i dominatori in pista del Gran Premio del Jockey Club a Milano. Allungo decisivo a circa 200 metri dal traguardo e vittoria netta, sicura, indiscutibile al cospetto di avversari importanti. Il cavallo tedesco e il fantino italiano non hanno sbagliato una mossa. Per il figlio di Zarak è la terza vittoria consecutiva – Chirurgici
GILL DORIAL 7: Padova è indubbiamente la sua pista. Il figlio di Dontyouforgetit, con Marco Stefani in sulky, rimonta dalla seconda fila e vince il Gran Premio Città di Padova bissando il successo ottenuto la scorsa estate nella corsa intitolata a Giuseppe Stefanelli. Terza vittoria nelle ultime quattro corse disputate per il portacolori di Antonio Ricco – Caterpillar
CRESCENZO MAIONE 6: Due vittorie a Napoli venerdì, altre due vittorie domenica a Bologna. E’ stato il guidatore più vincente della settimana con sette vittorie: ha quasi raggiunto quota 100, traguardo che potrebbe tagliare per la prima volta nella carriera – Mani calde
ALWAYS EK 7: D’accordo, vincere un Gran Premio in Austria a Vienna non è la stessa cosa che vincere il Prix d’Amerique, ma alla soglia degli 11 anni Always Ek ha dimostrato di avere ancora stamina e voglia di correre. Forse la pensione si avvicina, o forse non ancora, ma lui è ancora li pronto sembre a dar battaglia e sarebbe bello pensare che in qualche modo il figlio di Filipp Roc abbia voluto “vendicare” la sorellina Diva – Combattente
LA GIURIA SVEDESE 4: Il distanziamento di Diva Ek a Jarlsberg in occasione del Muller Memorial è apparso fin troppo severo agli stessi commentatori ippici scandinavi. Forse questa volta ci sono andato giu con la mano pesante. La domanda sorge spontanea: fosse stato un cavallo di casa? – Inquisitori
