Saffie Osborne, l’eterna prima: il St. Leger che ha cambiato la storia

22 Settembre 2026

A Doncaster la 24enne ha portato Highwayman al successo nella 250ª edizione del St Leger, diventando la prima donna jockey a vincere una Classica britannica. Un traguardo che va oltre la corsa e apre una nuova pagina per le donne nel galoppo

Sono bastati poco più di tre minuti. Tre minuti, 3 secondi e 33 centesimi per consegnare Saffie Osborne alla storia del galoppo britannico. Dieci giorni fa, a Doncaster, la 24enne ha guidato Highwayman alla vittoria nella 250ª edizione del St Leger, diventando la prima donna jockey a conquistare una Classica in Inghilterra. Un successo che non ha soltanto scritto il suo nome negli annali, ma l’ha trasformata in un simbolo per generazioni di donne che hanno cercato, e continueranno a cercare, il proprio spazio in un mondo rimasto per secoli prevalentemente maschile.

Le donne avevano già firmato imprese importanti. Hayley Turner era stata la prima a vincere un Gruppo 1, imponendosi con Dream Ahead nella July Cup del 2011. Hollie Doyle, nel 2021, era diventata la prima donna a raggiungere 152 vittorie in una singola stagione e, l’anno successivo, la prima a conquistare una Classica europea grazie a Nashwa nel Prix de Diane. Nel 2025 anche Nina Baltromei era entrata nella storia diventando la prima donna a vincere il Derby tedesco con Hochkönig.

Ma in Inghilterra, culla storica del “Sport of Kings”, vincere una Classica britannica ha un peso particolare. Secondo il National Horseracing Museum, in 250 anni soltanto sette donne jockey avevano preso parte a una Classica britannica, per un totale di appena 13 monte.

Non sorprende quindi che l’immagine di una Saffie Osborne esultante abbia conquistato la prima pagina del Daily Telegraph. «Questo non cambia la vita di Joseph O’Brien, ma sicuramente cambia la mia», ha detto subito dopo la corsa.

E il successo ha avuto un’eco immediata anche al di fuori dell’ippica. Meno di due giorni più tardi, i bookmaker la indicavano già tra le candidate al premio di BBC Sports Personality of the Year, in quel momento quarta nelle preferenze e davanti anche al calciatore Jude Bellingham e al pilota di Formula 1 Lando Norris.

Il riconoscimento mediatico, però, sembra contare meno del significato personale di quella vittoria per una giovane donna cresciuta in una famiglia profondamente legata ai cavalli. Il padre Jamie, ex jockey d’ostacoli, è oggi allenatore, mentre la madre Katie è un’artista specializzata nel mondo equestre.

Per Saffie Osborne, il successo nello St Leger ha soprattutto cancellato una paura. «Grazie a questa vittoria, in qualche modo è scomparsa la paura di fallire. Ho ancora tantissime ambizioni e molte cose che voglio realizzare, ma so che, qualunque cosa accada, potrò sempre guardare alla mia carriera pensando che ne sia valsa la pena. Sono riuscita a realizzare ciò che avevo sempre sognato».

Tra gli obiettivi rimasti c’è quello di conquistare il titolo di champion jockey. Attualmente Osborne occupa l’ottava posizione della classifica. «Non saremmo jockey se non sognassimo, un giorno, di diventare champion jockey. Credo che questa sia la prima stagione nella quale penso che possa essere davvero possibile. È un anno fenomenale, coronato da questa vittoria».

Osborne attribuisce una parte importante del proprio percorso anche al lavoro dell’agente Tony Hind. «Sono molto fortunata. Ho un ottimo agente e gli agenti hanno un ruolo estremamente importante in questo sport. Tony lavora con un gruppo eccezionale di jockey, tra cui Ryan Moore, William Buick e Billy Loughnane. Sono fortunata a far parte della sua squadra. Ha già accompagnato molti jockey fino al titolo di champion jockey e mi piacerebbe moltissimo essere il prossimo nome della lista».

Dopo la prima pagina conquistata con il St Leger, potrebbe dunque non essere l’ultima volta che Saffie Osborne finisce sotto i grandi riflettori.

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