Tracking System, l’ippica nell’era dei dati: più spettacolo, nuove frontiere per il betting e strumenti per il benessere animale

9 Ottobre 2026

Il Decreto del Capo Dipartimento del Masaf n. 363730 del 24/07/2026 ha approvato le Linee Guida per l’utilizzo dei sistemi di tracking nell’ambito delle corse e delle manifestazioni ippiche, ponendo fine alla fase sperimentale di questa attività e aprendo per l’ippica una nuova frontiera. In realtà non si tratta di una novità assoluta, abbiamo visto tantissimi esempi di tracking negli sport motoristici, ad esempio nella formula 1 e nel motomondiale, ma la sua applicazione nel mondo dell’ippica sta aprendo orizzonti nuovi, non solo su temi puramente mediatici e agonistici, ma anche per quel che riguarda i sistemi di allenamento con risvolti importanti sul benessere animale.

Tra i protagonisti di questa prima fase di sviluppo del Tracking System c’è MST, la società che ha sviluppato questa innovazione tecnologica in partnership con un primario operatore internazionale. Presentato già alla Fieracavalli di Verona lo scorso anno, il sistema è stato testato in occasione di alcuni Gran Premi, ad esempio a Firenze e a Napoli, mentre alcuni ippodromi lo hanno già adottato in pianta stabile, come Treviso, Torino e Roma. Le grafiche prodotte tramite il sistema di tracciamento di MST sono state inoltre integrate per la prima volta dalle immagini Rai nell’appena concluso Gran Premio di Merano, e lo stesso sistema sarà protagonista nella grande giornata del Derby di Trotto e della Finale dell’ UET Elite Circuit a Torino.

Abbiamo chiesto al COO di MST, Michele Rosi, di svelarci l’importanza di questa tecnologia relativamente al mondo dell’ippica.

Dott. Rosi, cos’è il Tracking System?

“È un sistema che utilizza dispositivi GPS, chiamati tracker, per seguire in tempo reale la posizione dei cavalli durante la corsa, con una precisione fino a 2 centimetri. Attraverso una rete pubblica o privata, i software MST presenti in ippodromo ricevono ed elaborano i segnali, ricavando circa 30 indicatori sull’andamento della gara e sulle prestazioni dei cavalli — tra cui velocità, distacchi e distanza dall’arrivo — e trasformandoli in dati e grafiche. Queste informazioni vengono poi raccolte in un database, creando un archivio storico delle corse consultabile per analisi e confronti.”

Come può il tracking contribuire a rendere più spettacolare e godibile una corsa?

“Il vantaggio più immediato sono le grafiche in sovraimpressione alla diretta televisiva: permettono di individuare in ogni momento il cavallo che si sta seguendo e i suoi avversari, mostrando posizione, distacchi, velocità e distanza dall’arrivo. La corsa diventa così più coinvolgente e facile da leggere, rispondendo alla classica domanda: “Dov’è il mio cavallo?”. Il tracking offre inoltre ad appassionati e professionisti dati utili per analizzare la gara e confrontare le prestazioni, come già avviene in altri sport. Informazioni che consentono anche scelte di scommessa più consapevoli. La sua implementazione su larga scala, con l’ampliamento dei dati di performance a disposizione, può costituire inoltre l’elemento fondamentale per aprire il mercato del betting a nuovi modelli di scommessa, come la formula “Live”, che sta riscuotendo ampio successo nei paesi in cui è stata lanciata e ha avvicinato nuovi giocatori al mondo dei cavalli.”

Può una simile massa di dati essere di aiuto anche per gli allenatori dei cavalli?

“Certamente. Il valore aggiunto sta nella possibilità di archiviare e confrontare le prestazioni nel tempo, tenendo conto delle caratteristiche delle piste, del meteo, delle condizioni di gara e degli avversari. Gli allenatori possono così valutare l’evoluzione di ciascun cavallo e disporre di elementi utili per adattare il programma di allenamento e scegliere le corse più adatte alle sue caratteristiche. Per questo suggeriamo spesso alla filiera di estendere l’utilizzo del sistema di tracking anche durante le sessioni di allenamento.”

E qui entriamo nella sfera del benessere animale…

“Come anticipato, il tracking consente di costruire un archivio storico delle prestazioni di ogni cavallo. Il nostro obiettivo è arricchirlo con ulteriori indicatori legati al benessere animale, come la frequenza cardiaca e l’ampiezza della falcata, integrando tecnologie di rilevazione dedicate. Questi dati potrebbero aiutare a individuare segnali di affaticamento o stress e, sulla base di parametri validati con i veterinari, generare avvisi allo staff per una valutazione tempestiva. Sarebbe un supporto prezioso per monitorare lo stato di forma, adeguare gli allenamenti e contribuire alla prevenzione di sovraccarichi e infortuni. Per sviluppare modelli di riferimento affidabili saranno fondamentali un utilizzo su larga scala e la validazione scientifica dei dati raccolti.”

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